dal romanzo di Jerzy Kosinski
adattamento drammaturgico originale e regia di Fabrizio Coniglio
con Claudio Greg Gregori, Michela Andreozzi, Fabrizio Coniglio e altri tre attori
scene: Gaspare de Pascali
costumi: Sandra Cardini
produzione: La Contrada Teatro Stabile di Trieste
È la prima volta che Oltre il giardino arriva in teatro, con un adattamento curato personalmente da Fabrizio Coniglio dallo splendido romanzo di Jerzy Kosinski.
Pochi forse sanno che Oltre il giardino non è stato solo un film straordinario, ma anche un’opera narrativa originale che, in parte divergendo dalla sceneggiatura cinematografica, rivela una semplicità disarmante nella narrazione, rendendola affascinante e potente come una grande fiaba antica.
In uno scenario internazionale come quello che stiamo vivendo, in cui i leader delle grandi potenze sembrano privi di lungimiranza, empatia e umanità, e in cui il pensiero ha lasciato spazio agli slogan mentre la guerra torna protagonista dei conflitti mondiali, raccontare la semplicità di un uomo che ha vissuto sempre e soltanto in rapporto con il suo giardino diventa oggi ancora più rivoluzionario di quando il romanzo fu scritto.
Il protagonista della pièce è Claudio Greg Gregori, detto Greg, che con la sua naturale personalità stralunata incarna perfettamente Chance Giardiniere. Chance ha vissuto per sessant’anni confinato nel suo piccolo spazio verde, che cura con amore, e non conosce nulla della realtà se non attraverso i programmi e i film che guarda in televisione.
Nel giorno in cui dovrà lasciare quel giardino che è il suo mondo, le persone esterne — anche le più potenti — resteranno ammaliate dalla sua pacifica umanità, tanto da farlo diventare consigliere del Presidente degli Stati Uniti d’America.
Uno dei personaggi che subiranno maggiormente il fascino della sua rivoluzionaria semplicità sarà la moglie di un ex ministro degli Stati Uniti, ruolo che Michela Andreozzi interpreta con grande umanità e ironia.
Portare sul palcoscenico questa storia, in cui la semplicità e la conoscenza del mondo attraverso i fiori diventano metafora della possibile vera natura dell’esistenza, è una sfida poetica e ironica a un mondo dominato dalla violenza.
